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RACCONTO
Spigolone….per Natale
Antignano (LI) - 09 Dicembre 2014
Dopo i primi tiri della pescata di inizio mese, ieri sono tornato in mare con un solo obiettivo: rilassarmi un po’ e, magari, trovare quella spigola da portare a tavola per Natale.
Fuori fa freddo. La temperatura si è abbassata parecchio, mentre quella dell’acqua è scesa soltanto di un grado e mezzo.
Ma io non demordo.
Comincio la pescata con qualche tuffo di riscaldamento e con i soliti pesci che, come spesso faccio, destinerò in beneficenza.
Essere un po’ più buoni con il prossimo, soprattutto con chi ha meno di noi e attraversa momenti difficili, credo ripaghi sempre.
E forse, proprio quel giorno, il mare ha deciso di ricambiare con uno dei suoi regali più belli.
Io, come sempre, lo ringrazio e accetto con rispetto ciò che decide di donarmi.
Dopo aver preso una salpa e un tordo, mi avvicino a un tratto di sottocosta per vedere se gira qualche “ragno”.
C’è parecchia corrente e molta posidonia morta che galleggia in superficie.





Mi porto molto vicino alla riva, tra il metro e il metro e mezzo d’acqua, quando, girando attorno a uno scoglio, vedo improvvisamente passarmi davanti un’ombra nera. Un sub senza pallone….Mortacci sua!
Per un attimo mi prende un colpo. Risalgo e lo saluto, non lo conosco, o almeno credo. Mi chiede cosa abbia visto e gli rispondo: «Niente di che, un tordo e una salpa.» Lui invece mi racconta di aver fatto diversi aspetti a saraghi e spigole, senza vedere praticamente nulla. Poi aggiunge: «Solo salponi… salponi.»
Lo dice con un tono quasi dispregiativo. Io ascolto, saluto e continuo la mia pescata. Lui rimane lì, ad armeggiare sugli scogli davanti a me.
Rimetto la testa sott’acqua e riprendo a pescare. Faccio qualche altro aspetto, cercando di leggere il fondale e capire dove possa girare qualche bel pesce. A un certo punto noto un avvallamento tra alcuni scogli. Non so perché, ma mi ispira. Mi preparo. Prendo un bel respiro e scendo. La corrente spinge parecchio, ma riesco ad ancorarmi bene con la mano sinistra e ad appuntellarmi con le gambe contro uno scoglio. Sono stabile. Resto fermo e inizio con i miei richiami gutturali. Passano soltanto pochi secondi. Poi, dall’alto, compare una sagoma. Una bella regina. Bella grossa.
Resto calmo. Immobile. Non voglio farmi prendere dalla fretta o dalla smania di tirare troppo presto. La spigola continua ad avanzare verso di me. La seguo senza mai perderla di vista e preparo lentamente il tiro, assecondando il suo movimento.
Lei mi punta. Continua ad avvicinarsi. Ancora un po’. Aspetto. Quando sono certo che la distanza è quella giusta, lascio andare il dito sul grilletto. Sbang! Il tiro non ha storia. L’asta entra sotto l’occhio e percorre praticamente tutto il corpo del pesce, fuoriuscendo poco prima della coda. La spigola accenna appena una reazione. Fa una rotazione su se stessa. Poi…Blackout. È mia.
Risalgo rapidamente. Quando arrivo in superficie mi metto quasi ritto nell’acqua e tutta la tensione accumulata in quei pochi secondi esplode in un urlo. Sono attimi velocissimi. Eppure, mentre li vivi, a volte sembrano interminabili. Il ragazzo che avevo incrociato poco prima è ancora sugli scogli. Mi sente urlare e mi chiede: «È un ragno?». Io guardo il pesce e gli rispondo: «No, no… è una sarpona!».
E non posso fare a meno di sorridere pensando a quello che mi aveva detto pochi minuti prima. “Solo salponi…” Questa volta, però, uno di quei “salponi” aveva deciso di venire proprio da me.
Quella pescata era iniziata semplicemente con la voglia di trascorrere un paio d’ore in acqua, rilassarmi e magari cercare una spigola per Natale. Alla fine il mare mi ha regalato qualcosa di più. Un incontro bellissimo. Uno di quei momenti che durano pochi secondi ma che restano dentro per anni. La sagoma che compare dall’alto. L’attesa. Il pesce che punta verso di te. Il tiro. E infine quella sensazione, difficile da spiegare, che provi quando risali sapendo che quella volta tutto è andato esattamente come speravi.
Questa cattura la dedico a tutti gli amici veri che seguono con costanza il mio canale.
Ma soprattutto voglio dedicarla al mio compagno di pesca Stefano, “Bricco”, che da troppo tempo, momentaneamente, è lontano dal mare.
Con l’augurio che, quando finalmente tornerà in acqua, possa essere proprio il mare a regalargli un incontro come questo.
Buona visione e buon Mare a tutti.